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luglio 05, 2013

E’ ormai noto che l’acqua al livello del mare bolle esattamente a 100°C e gela a 0°C. Non si tratta di una miracolosa coincidenza. In realtà a suo tempo si è partiti da queste due temperature costanti in cui l’acqua muta di stato e si è divisa per cento la differenza tra le due temperature, creando l’unità di misura del grado centigrado. Questo perchè le scale di misurazione, oltre a dover rispondere ad ovvi criteri di universalità, hanno una funzione essenzialmente pratica, ed è su questa base che vengono create. E in ogni momento ne nascono di nuove, a seconda delle esigenze pratiche del momento. Per dare un esempio attuale ed inquietante, dai primi degli anni sessanta al Pentagono usano il termine “megamorte” per indicare la morte di un milione di uomini, in modo da poter quantizzare con semplicità il risultato potenziale dell’armamento atomico e delle strategie per un’eventuale guerra mondiale. E ‘molto più pratico dire “12,7 megamorti” invece che “morte di 12.700.000 uomini”. Le unità di base di misura hanno appunto multipli e sottomultipli per queste esigenze pratiche, e quando questi non bastano, se ne inventano di nuovi. E’un’operazione quasi istintiva.

Per le distanze enormi si verificò a suo tempo lo stesso problema: esprimere in chilometri le distanze astronomiche avrebbe significato riempire fogli e fogli per scrivere una sola cifra. Per cui man mano vennero adottate nuove unità di misura. La più ovvia è l’Unità Astronomica, che corrisponde alla distanza tra la Terra ed il Sole. Gli astronomi la usano come metro per misurare le “piccole” distanze ed è lunga circa 149,6 milioni di Km. L’unità di misura media è l’anno luce, che corrisponde allo spazio percorso dalla luce in un anno. La luce percorre poco meno di 300.000 chilometri al secondo e quindi, se volete sapere in chilometri la lunghezza di un anno luce moltiplicate 300.000 x 60 x 60 x 24 x 365,6 ottenendo ad ogni passaggio il minuto-luce, l’ora-luce, il giorno-luce che sono i sottomultipli dell’anno-luce che raggiungerete nell’operazione finale. Un’unità astronomica è 8 minuti-luce. Un’unità anche maggiore dell’anno luce è il Parsec, corrispondente a 3,26 anni-luce, pari a 30.840.000.000.000 chilometri circa. Il nome è un’abbreviazione di parallasse secondo d’arco, ed è basato sulla parallasse trigonometrica. E potremmo continuare, andando a valutare il megaparsec e il gigaparsec (1 miliardo di Parsec), ma qui il discorso comincia a farsi complicato.
[fonte meteoweb]
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